"La piccola fiammiferaia" e "Il soldatino di piombo e la ballerina"... Due fiabe commoventi, emozionanti... Ma anche due fiabe educative... Leggete i miei articoli, vi spiegherò il perchè!

I BAMBINI ALLA SCOPERTA DELLE LORO EMOZIONI

Negli ultimi anni vi è stato un incremento d’interesse anche da parte delle scuole per quanto riguarda la sfera affettiva infantile, anche i programmi d’insegnamento danno particolare risalto alle variabili emozionali, che entrano in gioco nel processo educativo attraverso le arti grafico-pittoriche, il teatro, il movimento, la danza, l’ascolto e la parola, la lettura e la composizione di fiabe, …

La fiaba è un valido strumento per introdurre degli argomenti ai bambini, ed anche un ottimo mezzo per far emergere emozioni.

Emozioni… Certo! Ma cosa sono le emozioni?

Il termine emozione ha origine dal participio passato del verbo latino “emovere”. Letteralmente significa muovere da, allontanare e in senso traslato: scuotere, sconvolgere. Emozionarsi significa, pertanto, avvertire la sensazione di “essere mossi”, di essere scossi da ciò che si prova e che sembra provenire dal nostro interno come risposta a stimoli percepiti.

Aiutiamo i nostri figli a conoscere le emozioni, a sperimentare nuovi sentimenti positivi,  poiché sono proprio le emozioni a colorare la nostra vita, ad aiutarci ad essere più sensibili, a permetterci di comprendere gli altri.

Queste due fiabe che vi vengono proposte, “La piccola fiammiferaia” e “Il soldatino di piombo e la ballerina”, sono fiabe che “toccano il cuore”, che scuotono i sentimenti.

I bambini assorbono tutte le informazioni che li circondano come delle spugne, insegniamo loro ad amare il prossimo, aiutiamoli a provare tenerezza, dolcezza e compassione intanto che il loro cuore è tenero, sviluppiamo così la loro sensibilità… Certi sentimenti si imparano da piccoli, poiché dopo sarà troppo tardi e troveremo adulti insensibili e dal cuore duro e impenetrabile.

Certo c’è da tener presente che ogni bambino ha il suo carattere, c’è chi ha una sensibilità innata più sviluppata, chi meno, ma è indiscutibile che l’educazione trasmessa dalla famiglia in primis, ma anche dalla scuola e dall’ambiente sono determinanti nello sviluppo psichico ed emotivo di ogni individuo, e la trasmissione di alcuni valori è molto importante. 

Queste due fiabe però ci mettono di fronte ad un problema nel raccontarle, poiché inevitabilmente ci imbattiamo nel delicato tema della morte… E’ positivo parlare di morte ai bambini? Qual è il modo più opportuno per affrontare tale tematica?

PARLARE DELLA MORTE AI NOSTRI FIGLI?

Nella società odierna si ha troppa paura della sofferenza, perché si è cresciuti non allenati a sopportarla. Non si è spesso abituati a gestire frustrazioni e tensioni. Questo porta a cedere allo sconforto già alle prime difficoltà, a farsi sopraffare da ansia, disperazione e depressione, anziché combattere per migliorare la propria situazione e raggiungere i propri obiettivi.

Molti genitori, con il nobile scopo di proteggere le proprie creature e di preservarle dal dolore, diventano iperprotettivi, allontanano i loro figli da ogni difficoltà e da ogni dolore.

E’ bene quindi rendersi conto che è un atto d’amore aiutare i propri figli a crescere, perché accompagnarli a scoprire le proprie emozioni e a gestirle, aiutarli a superare le loro prime frustrazioni, ascoltare e rispondere in maniera onesta e coerente alle loro “scomode” domande, vuole dire proprio aiutarli a crescere, ad essere autonomi anche dal punto di vista emotivo e ad aumentare la propria autostima.

E’ necessario però non lasciarli mai soli in questo percorso: i nostri figli devono sapere che noi ci siamo, che li amiamo, che li ascoltiamo, che si possono fidare di quello che diciamo loro e che possono contare su di noi … Sempre!! Non ci sostituiremo mai a loro, ma saremo sempre al loro fianco, i loro inseparabili “compagni di viaggio”: un viaggio con destinazione “autonomia”, quello della loro crescita! Li aiuteremo nel loro itinerario evolutivo fornendo loro gli strumenti necessari al loro sviluppo, fino a quando saranno in grado di gestire le proprie emozioni e la loro vita.

Ci sono sempre più genitori che sfuggono alle domande dei propri figli, non rispondendo così al loro bisogno di conoscere la verità; certo non è facile trovare le parole giuste per affrontare alcuni argomenti scomodi o dolorosi con i bambini, eppure di questi argomenti ai nostri figli è importante parlare, e quelle che spesso chiamiamo “piccole bugie a fin di bene”, in realtà sono certamente bugie, ma non a fin di bene … Se raccontiamo, ad esempio, che “il pesciolino morto in realtà sta dormendo e si sveglierà domani”, oppure che “i bambini nascono sotto un cavolfiore”,… il bambino, quando saprà la verità, riceverà anche il messaggio che non siete persone delle quali potrà fidarsi, che non sempre le vostre parole dicono la verità!

Questo atteggiamento non aiuterà inoltre i nostri figli a divenire persone coerenti e sincere, perchè loro impareranno per imitazione attraverso l’osservazione del nostro comportamento, poichè i nostri insegnamenti giungeranno loro non solo attraverso le nostre parole, ma anche e soprattutto attraverso un secondo canale: la comunicazione non verbale… Diciamo sempre loro la verità, insegniamo loro ad essere persone affidabili!

E’ giusto cercare delle risposte alla loro portata, con parole semplici, senza soffermarsi magari in dettagli dal bimbo non richiesti (che probabilmente non è ancora pronto a ricevere e a comprendere), ma senza scostarsi dalla realtà. Quando con i vostri figli parlate di argomenti delicati, quale il tema della morte, fatelo con dolcezza, con serenità, con calma, con parole semplici, senza dire falsità, il modo in cui noi trasmettiamo un messaggio è spesso più importante di ciò che diciamo. Se nella nostra voce predomineranno invece ansia e paura, noi trasmetteremo questi sentimenti negativi, che verranno associati dal bambino all’argomento trattato.

La morte va spiegata per quello che è: un evento naturale al quale tutto ciò che è vivo ed animato va incontro. Tutti gli esseri viventi, che siano persone, animali, piante, hanno un inizio della loro vita ed una fine… Un sasso, ad esempio, non è un essere vivente e quindi non è destinato a morire. E’ una fortuna poter partecipare attivamente alla vita!

Se “proteggiamo” i nostri figli da argomenti dolorosi quali la morte, la sofferenza, il dolore e la malattia, in realtà creiamo in loro un tabù: esorcizziamo le paure nostre e dei nostri figli parlandone. Una via di liberazione dal dolore è proprio la capacità di raccontarlo! Anche il disegno può essere un buon metodo per esternare le proprie inquietudini.

Sono tante le fiabe, tradizionali e non, anche famose, nelle quali è presente il delicato tema della morte. Se pensate alle fiabe che conoscete, ce ne sono molte nei quali è ricorrente questo tema (Biancaneve, La bella addormentata nel bosco, Cappuccetto Rosso, La Sirenetta -nella sua versione originale-, Tarzan, Bambi,…)

Tra tutte le fiabe credo che probabilmente sono quelle dello scrittore danese Andersen a raccontare meglio il dolore dei bambini, eppure esse offrono la spiegazione della vita in ogni suo aspetto, ed a questo uniscono spesso qualche utile insegnamento. I suoi racconti sono spesso tristi, ma ricchi di amore, di valori, di umanità, di attenzione verso i più deboli, e racchiudono sempre un messaggio di speranza.

E’ facile intuire che le due fiabe che più mi colpiscono sono quelle della piccola fiammiferaia e del soldatino di piombo e la ballerina, dal momento che le ho scelte per fare una versione delle stesse in rima.

Non temete di raccontare la fiaba de “La Piccola Fiammiferaia” ai vostri figli: è una storia certamente commovente e malinconica, ma che lascia una sensazione di dolcezza; è un modo tenero per far riflettere.

Essa racchiude un messaggio finale non di angoscia, e nemmeno di dolore, ma un messaggio di speranza cristiana in un Paradiso pieno di pace, calore, amore e conforto.

AI giorni nostri, con il culto del breve termine e della fretta di ottenere tutto e subito, abbiamo bisogno di riportare alla luce i valori più importanti, c’è la necessità di sensibilizzare i nostri figli riguardo la sofferenza: il fatto di sapere che esiste la fame, che esiste la mancanza di amore, che esiste ancor oggi chi muore di freddo, aiuta ad apprezzare di più ciò che si possiede: l’amore della propria famiglia, il cibo di tutti i giorni, una casa calda e accogliente, la possibilità di andare a scuola e di giocare, tutte cose che non sono affatto scontate. E’ importante imparare a gioire anche delle piccole cose!

Anche ne “Il soldatino di piombo e la ballerina” emergono valori morali quali il coraggio e il senso del dovere: valori ormai spesso dimenticati. Il cuore di stagno rimasto fra le braci rinforza in forma simbolica il messaggio che su tutte le difficoltà e i dolori della vita, l’amore (essendo eterno) vince.